La situazione che si sta delineando nel settore agricolo non ha precedenti e le segnalazioni provenienti dal territorio sono allarmanti. In tutta Europa, agricoltori e cooperative si trovano costretti a compiere scelte impossibili, mentre i costi di carburante, fertilizzanti, imballaggi, mangimi e logistica continuano a salire vertiginosamente. Molti stanno ora riducendo la superficie coltivata, cambiando coltura o rinunciando del tutto alla semina, semplicemente perché la produzione stessa sta diventando economicamente insostenibile. Si tratta di una situazione che sta interessando tutti i settori produttivi in un contesto di mercato già teso.
L'interruzione dell'attuale capacità produttiva avrà conseguenze a lungo termine e finirà per ripercuotersi sui consumatori europei se non verranno intraprese azioni rapide e decisive a livello dell'UE.
La sensazione condivisa da tutti i leader del settore agricolo è che la Commissione non abbia colto appieno ciò che sta accadendo e, con due gravi conflitti che interessano i paesi vicini all’Europa, l’UE ha urgente bisogno di una risposta forte e coordinata, della stessa portata di quella messa in atto durante la pandemia di COVID-19 e all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina. Tale risposta deve salvaguardare la produzione alimentare, garantire la sicurezza energetica e preservare l’integrità del mercato unico.
A questo proposito, il progetto di quadro temporaneo per la crisi energetica e il piano “AccelerateEU” pubblicati questa settimana devono essere tradotti con urgenza in misure concrete per sostenere i settori in maggiore difficoltà e potenziare l’approvvigionamento energetico, con il ruolo chiave dell’agricoltura.
Su un’altra questione cruciale, i membri del Copa Cogeca hanno adottato tre documenti di posizione chiave sul futuro bilancio dell’UE:
- Il QFP e la PAC in particolare
- L’organizzazione comune dei mercati
- Il Fondo europeo per la competitività
Nell’attuale contesto geopolitico, indebolire la Politica Agricola Comune non solo indebolirebbe l’agricoltura, ma minerebbe anche l’autonomia strategica dell’Europa. Si tratterebbe di un errore grave e storico, in un momento in cui la pace, la stabilità, l’accessibilità economica e la sicurezza alimentare non possono più essere date per scontate.
La comunità agricola europea è unita dietro un unico messaggio ai colegislatori: la PAC deve rimanere una politica veramente comune, con un bilancio dedicato, vincolato e protetto. Deve essere mantenuta almeno ai livelli attuali e indicizzata all’inflazione nel periodo 2021–2027.